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L’attacco contro la Global Sumud Flotilla è un crimine

(Palermo, 24/09/2025). L’attacco contro la Global Sumud Flotilla di ieri notte è un crimine.
Droni, bombe sonore, lacrimogeni lanciati contro una missione civile e disarmata: non è “difesa”, è terrorismo di Stato. È il tentativo di spegnere con la forza ciò che nessun esercito potrà mai distruggere: la solidarietà.
La flottiglia porta cibo, cure, dignità. È stata colpita perché smaschera l’assedio: la punizione collettiva inflitta a Gaza, la negazione del diritto a vivere. Attaccare chi porta aiuto significa attaccare la vita stessa. E questa scelta di violenza non è un incidente: è parte di un sistema di occupazione, di apartheid e di oppressione che il diritto internazionale definisce con chiarezza e che la comunità internazionale continua a coprire con silenzi e complicità.
Come femministe e nonviolente denunciamo la menzogna di chi criminalizza la solidarietà. Denunciamo la manipolazione che prova a sporcare di sospetto chi costruisce ponti e non armi. Denunciamo il rovesciamento della realtà: le vittime trasformate in colpevoli, gli aggressori protetti da un linguaggio che giustifica l’ingiustificabile.
La nostra posizione è chiara:

  • Attaccare civili è un crimine.
  • Colpire chi porta aiuto è un crimine.
  • Punire una popolazione intera con l’assedio è un crimine.

Questo attacco non è un episodio isolato: è l’ennesima conferma che la guerra e l’occupazione non tollerano né testimoni né atti di resistenza nonviolenta. Per questo siamo qui, per dire che non ci farete tacere.
La sumud – la perseveranza, la tenacia – non la potete bombardare.
La portiamo nei corpi, nelle voci, nelle piazze, nelle reti di donne e di attiviste/i che continueranno a denunciare.
Stiamo con chi resiste senza armi. Stiamo con la popolazione di Gaza.
E continueremo ad affermarlo: non in nostro nome, non con il nostro silenzio.

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