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Il Presidio donne per la pace partecipa al Presidio Permanente Palermo per la Palestina il 24/10/25

Gaza – Europa – mondo: la stessa grammatica della violenza

Il Presidio donne per la pace partecipa al Presidio Permanente Palermo per la Palestina il 24 Ottobre 2025 in via Ruggero Settimo angolo via Magliocco dalle 17.30 alle 19.30

Ci dicono che la guerra serve a difenderci. Ci dicono che la pace è un piano, un accordo tra potenze. Ma ogni volta che il potere parla di pace, dovremmo chiederci: pace per chi? a

quale prezzo?

Oggi, mentre la popolazione di Gaza sopravvive tra le rovine di un genocidio a lungo negato, l’Europa si prepara a spendere 6.800 miliardi di euro in armamenti entro il 2035. Lo chiamano Preserving Peace – Defence Readiness Roadmap 2030: la solita menzogna linguistica che traveste la guerra da sicurezza, il riarmo da responsabilità, il controllo da protezione.

La “pace” imposta. Il piano Trump per la Palestina, come i nuovi piani europei di riarmo, parlano la stessa lingua: una lin gua che separa chi comanda da chi deve obbedire, chi amministra da chi subisce. Una “pace” impartita dall’alto, decisa da chi detiene già il potere e pretende di rieducare chi resiste.

Dietro la parola deradicalizzazione si nasconde la logica coloniale e patriarcale che da secoli definisce follia ogni desiderio di libertà. Dietro la parola sicurezza si cela l’idea maschile e militarizzata del mondo: la pace dell’ordine imposto, la pace che controlla e non protegge.

Intanto, milioni di vite palestinesi vengono ridotte a un’emergenza da gestire. Si parla di “ricostruzione”, ma non di restituzione. Si invocano aiuti, ma non giustizia. E si tenta di chiudere, con la formula di un cessate il fuoco, decenni di impunità, colonialismo e occupazione.

L’Europa della paura. Il linguaggio è lo stesso anche qui. Ci raccontano che per difenderci dobbiamo armarci, che senza eserciti non c’è futuro. Ma quella che chiamano “difesa” è solo architettura militare, non sicurezza reale.

Ogni miliardo speso in armi è un miliardo sottratto alla scuola, alla sanità, alla cura, alla terra. È un’economia di guerra permanente, costruita sul debito e sulla paura.

La paura è diventata la nuova lingua della politica: serve a sospendere il pensiero critico, a zittire le voci dissidenti, a convincerci che non ci sono alternative.

Le alternative forse non ci sono ancora, ma si intravedono nella parola che rompe il silenzio, nei gesti che scelgono la vita, nella cura che restituisce senso alla parola pace.

La pace non è l’ordine dei forti. Non è silenzio, ma voce. Non è assenza di conflitto, ma presenza di giustizia.

Per chi la pensa da una prospettiva femminista, la pace è processo vivente: nasce dal basso, dal gesto quotidiano di chi crea vita, anche tra le macerie.

Serve un’altra grammatica della pace: * non ricostruzione, ma riconoscimento

* non normalizzazione, ma relazione

* non governance, ma autodeterminazione.

* non sicurezza armata, ma cura reciproca.

Ora più che mai, non possiamo distogliere lo sguardo. Continuiamo a tessere la trama fragile e tenace di un mondo disarmato con la forza ostinata di chi non cede alla violenza.

Il Presidio donne per la pace partecipa al Presidio Permanente Palermo per la Palestina il 24

Ottobre in via Ruggero Settimo angolo via Magliocco dalle 17.30 alle 19.30

UDIPALERMO – Le Rose Bianche – Donne CGIL Palermo – Coordinamento Donne ANPI – Emily – Governo di Lei – CIF – Le Onde – Arcilesbica – Donne della Comunità dell’Arca – Donne del Movimento nonviolento – Donne del Circolo Laudato si’

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