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15 febbraio 2026 ore 11.00– Presidio piazza Verdi Palermo – Fermiamo il disegno di legge Bongiorno. Solo sì è sì. Senza consenso è stupro

𝗙𝗘𝗥𝗠𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗜𝗟 𝗗𝗜𝗦𝗘𝗚𝗡𝗢 𝗗𝗜 𝗟𝗘𝗚𝗚𝗘 𝗕𝗢𝗡𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗢

𝟭𝟱 𝗙𝗘𝗕𝗕𝗥𝗔𝗜𝗢 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝗢𝗥𝗘 𝟭𝟭.𝟬𝟬 – 𝗣𝗥𝗘𝗦𝗜𝗗𝗜𝗢 𝗣𝗜𝗔𝗭𝗭𝗔 𝗩𝗘𝗥𝗗𝗜 𝗣𝗔𝗟𝗘𝗥𝗠𝗢

𝗙𝗘𝗥𝗠𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗜𝗟 𝗗𝗜𝗦𝗘𝗚𝗡𝗢 𝗗𝗜 𝗟𝗘𝗚𝗚𝗘 𝗕𝗢𝗡𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗢

𝗣𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗶𝗼 𝗱𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟭𝟱 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟭 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗩𝗲𝗿𝗱𝗶 in città per fermare il Disegno di Legge Bongiorno. Dopo trenta anni, in tutte le piazze italiane, si torna a manifestare contro la volontà di cancellare la rivoluzione culturale e politica iniziata dagli anni Settanta.

Il 𝟭𝟱 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 1996 viene approvata la Legge 66/1996 che ha trasformato la violenza sessuale da reato contro la morale pubblica a delitto contro la persona, dopo venti anni di mobilitazioni e lotta del movimento femminista. Nonostante questo risultato, nei decenni a seguire le donne e chi subiva violenza sono state ancora costrette a difendersi dall’accusa di avere provocato la violenza sessuale subita o addirittura di avere accusato uomini innocenti per vendetta.

𝗟𝗮 𝗖𝗼𝗻𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗜𝘀𝘁𝗮𝗻𝗯𝘂𝗹 𝗶𝗻𝘁𝗿𝗼𝗱𝘂𝗰𝗲 𝘂𝗻 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼: 𝗽𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼. 𝗟’𝗮𝗿𝘁. 𝟯𝟲 𝗮𝗳𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮 “𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗮𝘁𝗼 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁à 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮”. 𝗨𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗲 𝗻𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮 𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝘂𝗽𝗿𝗼 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗲𝗿𝗲𝗼𝘁𝗶𝗽𝗼 “𝘃𝗶𝘀 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗽𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮𝗲” 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗲 𝗽𝗶𝗮𝗰𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮𝘁𝗲. 𝗟𝗮 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗲𝘀𝘀𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗼𝗻 è 𝘂𝗻𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲: 𝗦𝗼𝗹𝗼 𝘀ì è 𝘀ì.𝗖𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗿𝗮𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗻𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗜𝘀𝘁𝗮𝗻𝗯𝘂𝗹 𝗻𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟭𝟯, 𝗹𝗮 𝗴𝗶𝘂𝗿𝗶𝘀𝗽𝗿𝘂𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗵𝗮 𝗽𝗼𝘁𝘂𝘁𝗼 𝗿𝗮𝗳𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗼𝗿𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, 𝗿𝗶𝗯𝗮𝗹𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝘀𝗶 𝘁𝗲𝗻𝗱𝗲𝘃𝗮 𝗮 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗴𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝗶𝗺𝗽𝘂𝗹𝘀𝗶 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗼 𝗮𝗱𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗼𝗰𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗼𝗳𝗳𝗲𝘀𝗮.

La violenza sessuale è un’espressione diretta della violenza patriarcale e dei rapporti di potere nelle relazioni intime e sociali, legata alla volontà di prevaricare, umiliare e possedere una persona. Come Centri antiviolenza, realtà femministe e transfemministe, organizzazioni sindacali e realtà della società civile ribadiamo che il 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗼, 𝗮𝘁𝘁𝘂𝗮𝗹𝗲. e può essere revocato in ogni momento (anche durante l’atto stesso).

Siamo consapevoli che un disegno di legge, da solo, non cancellerà la violenza sessuale: per affrontare un problema strutturale come la violenza maschile contro le donne e la violenza di genere sono necessarie misure più ampie e sistemiche. Ci riferiamo all’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole e a percorsi diffusi di formazione di genere.

Ma la scelta politica di eliminare la parola “consenso” è gravissima. È un segnale di come il governo stia considerando e strumentalizzando la violenza sessuale.

Questa riformulazione è inaccettabile: non solo non sostiene il cambiamento culturale e normativo costruito in questi anni, ma rischia di vittimizzare nuovamente le donne e di deresponsabilizzare gli stupratori.

Dopo trenta anni, il 𝟭𝟱 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲, in tutte le piazze italiane si torna a manifestare contro la volontà di cancellare la rivoluzione culturale e politica iniziata dagli anni Settanta, si torna a manifestare per la libertà sessuale, per le nostre vite e la nostra autodeterminazione. Le iniziative sono promosse dal laboratorio nazionale permanente “Consenso_Scelta_Libertà” composto da varie realtà della società civile.

𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗜 𝗧𝗢𝗥𝗡𝗔 𝗜𝗡𝗗𝗜𝗘𝗧𝗥𝗢

𝗦𝗢𝗟𝗢 𝗦Ì È 𝗦Ì. 𝗦𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗘𝗡𝗦𝗢 È 𝗦𝗧𝗨𝗣𝗥𝗢.

Le Onde ETS con

Coordinamento donne Cgil PalermoBiblioteca delle donne e Centro di consulenza legale – Udipalermo ETSAmnesty International Palermo Gruppo 44

Per adesioni: leonde.media@gmail.it

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