Quando il discorso sulla pace diventa contro le donne.
Citando Madre Teresa, il Papa accosta la guerra all’aborto definendolo “il più grande distruttore della pace”.
Ma dare lo stesso nome a realtà così diverse non le rende uguali.
La guerra uccide, devasta territori, provoca fame, produce profughe e traumi collettivi.
L’aborto, invece, è una scelta concreta e dolorosa che riguarda la vita e l’autodeterminazione delle donne.
Chiamarlo “distruttore della pace” è un’operazione simbolica precisa: sposta il discorso sulla pace dal terreno della violenza armata, delle responsabilità politiche e delle strutture di potere, a quello dei corpi delle donne.
Questo accostamento non chiarisce la realtà: la confonde.
Una pace costruita sulla colpevolizzazione delle donne non è pace.
È una definizione astratta che protegge un ordine simbolico, non la vita.

